La cura del tendine d’Achille con le Onde d’Urto rappresenta una delle indicazioni più frequenti fin dal loro primo utilizzo clinico negli anni novanta.
Nella nostra esperienza di oltre 25 anni i risultati sono buoni sia nelle tendinopatia del terzo medio ( la cosiddetta area critica ) non inserzionale che nella forma inserzionale con o senza sperone.

La parte centrale del tendine d’Achille risulta marcatamente meno vascolarizzato del resto del tendine.
Il tendine d’Achille per questo è a più alto rischio di rottura e complicanze chirurgiche nella sua parte centrale.
Gli individui con un apporto particolarmente scarso dei vasi posteriori ( a carico dell’arteria poplitea ) possono essere a maggior rischio di rottura del tendine.
Come è fatto il tendine d’Achille
Per comprendere al meglio come agiscono le Onde d’Urto nelle alterazioni strutturali che si verificano nel tendine d’ d’Achillee è fondamentale conoscere la struttura fisiologica di un tendine.
Il tendine normalmente si presenta come una struttura fibrillare e arrotondata, bianca ed elastica ma anche resistente.

La componente cellulare è rappresentata essenzialmente dai tenociti e dai tenoblasti (90-95%).
La componente extracellulare dei tendini è costituita fondamentalmente da glicosamminoglicani, glicoproteine e proteoglicani, la cui elevata idrofilia contribuisce all’elasticità del tendine.
Il tendine è costituito principalmente da fibre di collagene, in gran parte di tipo I (95%).
Altri tipi di collagene importanti per la funzionalità del tendine sono il tipo III, V e XII.
Il collagene di tipo III sembra avere un ruolo fondamentale nel processo di guarigione, ma tende a produrre fibrille più piccole e meno organizzate con conseguente riduzione della resistenza meccanica del tendine.
Perché si ammala il tendine d’Achille
Esistono molti fattori anatomici e funzionali che favoriscono il sovraccarico del tendine d’Achille ed il suo ammalarsi.
Tra questi i più frequenti sono la differenza di lunghezza degli arti inferiori, i piedi cavi, vari o iperpronati o l’eccessivo accorciamento della catena cinetica posteriore.
Ma anche fattori dismetabolici o infiammatori così come errori nella preparazione atletica e sovraccarichi legati al fondo o la pendenza dei terreni su cui ci si allena.

Sono noti anche effetti negativi sul tendine derivati dall’utilizzo di farmaci per altre patologie.
Indubbiamente mentre un adeguato utilizzo del tendine può assicurare un buon trofismo ed una adeguata resistenza, un eccesso di carico può determinare delle micro lesioni che danno inizio alla sua sofferenza.
Perché il tendine d’Achille ha difficoltà a guarire
I tendini in genere per il loro ridotto metabolismo e la scarsa vascolarizzazione hanno bassa capacità riparativa e più spesso anziché guarire tendono a cronicizzare.
A causa di questi fattori per il mantenimento in salute dei tendini, in caso di alterazioni iniziali bisogna mettere in atto condizioni ottimali per una buona guarigione.

Senz’altro un tempo di recupero adeguato, evitare ulteriori sovraccarichi ed assicurare un metabolismo ed un apporto di sangue adeguati.
Se riusciamo a mettere in campo tutte queste condizioni, in assenza di altri gravi fattori come prima ricordato, il meccanismo di guarigione porterà ad una riparazione completa.
Diversamente, se queste condizioni non sono soddisfatte, i meccanismi di guarigione potrebbero fallire, portando ad una catena di eventi patologici che portano alla cronicizzazione e ad un indebolimento progressivo del tendine.
Come agiscono le Onde d’Urto sulla tendinopatia achillea ?
Ci siamo già occupati in passato dei meccanismi d’azione che sono alla base dell’efficacia delle Onde d’Urto nella prevenzione e nella cura della tendinopatia achillea.
Ci pare interessante ricordare due studi recenti che confermano l’efficacia delle ESWT in questa patologia.
Il primo del 2022 è una revisione sistemica condotta su 7 studi sulla tendinopatia achillea del terzo medio ( midportion ) che conferma l’effetto positivo sia sul dolore che sulla funzionalità e la sicurezza della terapia.
I migliori risultati secondo questa revisione si hanno quando le ESWT sono associate alla riabilitazione con esercizi eccentrici e stretching, come confermato anche dalla nostra lunga esperienza clinica.

Il secondo studio, del 2023, ha preso in considerazione separatamente il trattamento con Onde d’Urto della tendinopatia inserzionale e in quella non inserzionale, del terzo medio ( midportion ).

I risultati confermano l’efficacia sui sintomi a cinque anni dal trattamento sia nella tendinopatia non inserzionale che inserzionale, con effetto migliore in quest’ultima.
Noi rimaniamo a disposizione a Firenze con 25 anni di esperienza e con tecnologia di ultima generazione.